La storia è cominciata così. Non so come, mi era ricapitata tra le mani una filastrocca che si trovava in tutti i libri di lettura quando io (più di sessant’anni fa) facevo le elementari. Il cantilenare della parola “porta” e l’imperversare di Bruno Vespa fecero scattare qualcosa. Poi proseguii. 
  I quattro amici (nel senso di 3+1) che apprezzavano e che mettevano via i miei versi, ogni tanto mi chiedevano di rimandarglieli perchè li avevan persi. Così li ho messi in questo sito. Proprio per loro. 
 
 
PRIMAVERA di Angelo Silvio Novaro 
 
Primavera vien danzando, 
vien danzando alla tua porta. 
Sai tu dirmi che ti porta? 
Ghirlandette di farfalle, 
campanelle di vilucchi, 
quali azzurre, quali gialle; 
e poi rose, a fasci e a mucchi. 
 
E l’estate vien cantando, 
vien cantando alla tua porta. 
Sai tu dirmi che ti porta? 
Un cestel di bionde pesche 
vellutate, appena tocche,  
e ciliegie lustre e fresche,  
ben divise a mazzi e a ciocche. 
 
Vien l’autunno sospirando, 
sospirando alla tua porta. 
Sai tu dirmi che ti porta? 
Qualche bacca porporina, 
nidi vuoti, rame spoglie, 
e tre gocciole di brina, 
e un pugnel di morte foglie. 
 
E l’inverno vien tremando, 
vien tremando alla tua porta. 
Sai tu dirmi che ti porta? 
Un fastel d’aridi ciocchi, 
un fringuello irrigidito; 
e poi neve neve a fiocchi 
e ghiacciuoli grossi un dito. 
 
La tua mamma vien ridendo, 
vien ridendo alla tua porta. 
Sai tu dirmi che ti porta? 
Il suo vivo e rosso cuore, 
e lo colloca ai tuoi piedi, 
con in mezzo ritto un fiore: 
ma tu dormi e non lo vedi! 
PORTA A PORTA 
 
Berlusconi vien ridendo,  
vien ridendo a Porta a Porta. 
Sai tu dirmi che ti porta? 
Sempre ognor le stesse balle, 
sempre ancor gli stessi trucchi, 
balle verdi, rosse e gialle, 
balle tante, a fasci e a mucchi. 
     E Tremonti vien ghignando, 
    vien ghignando a Porta a Porta. 
     sai tu dirmi che ti porta? 
     Un bilancio tutto rosa,  
     pieno zeppo di condoni 
     e poi tagli, tagli a iosa 
     e a chi evade gran perdoni. 
Viene Fini sorridendo, 
sorridendo a Porta a Porta. 
Sai tu dirmi che ti porta? 
porta l’ordine e la legge, 
l’unità della nazione.  
Poi l’Italia manda in schegge 
con la sua devoluzione!  
    Vien Castelli mugugnando, 
    mugugnando a Porta a Porta. 
    Sai tu dirmi che ti porta? 
    Con la faccia da mestizia 
    urla contro i magistrati. 
    Poi per fare alfin giustizia 
    si prescrivono i reati. 
Vien Follini declamando, 
declamando a Porta a Porta. 
Sai tu dirmi che ti porta? 
“Sul Berlusca io discordo,  
non è certo quello adatto.” 
Vota sempre in pieno accordo 
se però si viene al fatto. 
     Giace Vespa sospirando, 
    sospirando a Porta a Porta. 
     Sai tu dirmi che ti porta? 
     Porta Vespa e tanto basta:  
     officiando come un bonzo, 
    con le mani sempre in pasta 
    e la faccia ormai di bronzo.